F.A.Q.

Voglio diventare Cliente METANALPI. Come devo fare?

Se l'immobile da allacciare/fornire si trova in uno dei comuni gestiti da Metan Alpi (Lista comuni) puoi:

  • rivolgerti al Contact Center o ad uno Sportello Servizio Clienti;
  • mandare un e-mail specificando la richiesta a: info@metanalpi.com;
  • compilare il modulo on-line. Sarai al più presto contattato dal nostro personale.

 

Voglio stipulare un contratto di fornitura del metano con Metan Alpi; cosa devo fare?

Se sei già titolare di un contratto di fornitura, puoi richiedere un "cambio fornitore". In caso contrario, devi richiedere l'allacciamento e/o l'attivazione della fornitura (vedi sezione "Offerta e servizi - Nuovi clienti").

 

Voglio richiedere un subentro nel contratto: cosa devo fare?

Per richiedere il subentro al contratto di un precedente intestatario, devi effettuare una voltura, se non hai effettuato nessuna modifica all'impianto di utenza, un subentro in caso contrario. Vedi Volture/Subentri

 

Voglio interrompere un contratto: cosa devo fare?

Se desideri richiedere la cessazione della fornitura di gas puoi:

Comunque tu contatti Metan Alpi Sestriere è necessario comunicare il codice cliente, la matricola del contatore, la lettura del gruppo di misura (contatore) e l'indirizzo di recapito della fattura di conguaglio finale.

Vedi disdette/cessazioni

 

Voglio cambiare il tipo di utilizzo del gas; cosa devo fare?

Se desideri cambiare il tipo di utilizzo del gas o dell'energia elettrica, bisogna modificare il contratto di fornitura (Vedi Volture/Subentri alla sezione "variazione dati contrattuali").

 

Quali sono le voci che determinano l'importo della fattura?

Le voci che compongono l'importo della fattura sono:

  • il consumo di energia o di gas, che può essere effettivo o presunto;
  • le tariffe trasporto, distribuzione e gestione della misura;
  • gli oneri di sistema;
  • le imposte (accise, addizionali regionali, IVA).

 

Come pagare la fattura?

La fattura, inviata da Metan Alpi Sestriere, è corredata di un bollettino di conto corrente postale e può essere pagata:

  • tramite domiciliazione;
  • presso gli sportelli del servizio clienti;
  • presso gli uffici postali;
  • presso gli sportelli bancari.

come descritto nella sezione "La bolletta - Come pagare"

 

Cosa devo fare se smarrisco la fattura?

Puoi contattare la Metan Alpi Sestriere comunicando le seguenti informazioni:

  • codice utente (riscontrabile sulle fatture precedenti);
  • cognome e Nome;
  • comune di fornitura;
  • ed eventualmente il numero dell'ultima fattura ricevuta.

 

Quanto tempo ho per pagare la fattura?

Il termine di scadenza per il pagamento è riportato in fattura e comunque non può essere inferiore ai 20 giorni dalla data di emissione (non di consegna) della stessa (art. 7 della Del. AEEGSI 229/01 e art. 6 Del. AEEGSI 200/99).

 

Con quale frequenza viene inviata la fattura?

La periodicità di fatturazione è stabilita dal Fornitore, in funzione delle caratteristiche della fornitura attribuibili al Cliente, secondo le modalità stabilite dalla delibera 463/2016/R/com (TIF).

Gas naturale:

  • Utenti con consumi < 500 mc/anno: quadrimestrale con conguaglio a fine anno;
  • Utenti con consumi compresi tra i 500 e i 5000 mc/anno: bimestrale con conguaglio a 6 mesi;
  • Utenti con consumi > 5000 mc/anno: annuale.

Energia elettrica:

  • clienti non domestici connessi in bassa tensione e con potenza disponibile superiore a 16.5 kW: almeno mensile;
  • clienti non domestici connessi in bassa tensione e con potenza disponibile inferiore o uguale a 16.5 kW e clienti domestici: almeno bimestrale.

 

Cosa succede in caso di mancato pagamento di una fattura?

Viene inviato un primo sollecito a mezzo posta ordinaria, cui fa seguito un secondo sollecito ed una diffida legale a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno (come previsto da Delibera AEEG n. 229/01 art. 8.3 e succ. mod.). Trascorso il termine di tempo utile al pagamento, indicato nella lettera raccomandata, il servizio è sospeso senza ulteriore preavviso.
Tale sospensione consiste nella cessazione e/o rimozione del misuratore; nei casi in cui questo non sia tecnicamente possibile, si procede all'interruzione dell'impianto esterno di fornitura.

 

Come posso fare per correggere l'indirizzo di recapito delle fatture?

Puoi contattare Metan Alpi Sestriere (contatti) oppure puoi seguire la procedura che trovi descritta alla sezione "Variazione dati contrattuali".

 

Come posso modificare i miei dati anagrafici se risultano errati in fattura?

Puoi contattare Metan Alpi Sestriere (contatti) oppure puoi seguire la procedura che trovi descritta alla sezione "Variazione dati contrattuali".

 

Come posso richiedere la domiciliazione bancaria/postale delle mie fatture?

La domiciliazione del pagamento su conto corrente bancario o postale è un modo rapido e senza inconvenienti per pagare la bolletta. L'importo della fattura sarà addebitato direttamente sul conto corrente il giorno esatto della scadenza. Scegliendo la domiciliazione, secondo quanto stabilito dalla delibera 229/01 agli art. 13 e 14, la nostra società provvederà alla restituzione del deposito cauzionale, precedentemente addebitato. Per ottenere la domiciliazione vedi la sezione "La bolletta - Come pagare" dove troverai le indicazioni della procedura da seguire ed il modulo da compilare per richiedere la domiciliazione.

 

Cosa prescrive la delibera 40/04?

La Delibera n° 40/04, e successive modifiche ed integrazioni, prevede azioni e obblighi finalizzati a garantire la sicurezza degli impianti gas utilizzati dal cliente finale; non sono coinvolti gli impianti destinati a servire esclusivamente cicli produttivi industriali o artigianali. L'A.E.E.G. ha istituito un'apposita sezione del sito www.autorita.energia.it dedicata al nuovo regolamento. Clicca qui per saperne di più.

 

Quali sono le disposizioni per l'attivazione della fornitura?

Puoi consultare la sezione "Contratti di fornitura" per avere le informazioni relative all'attivazione della fornitura nel caso di nuovi impianti gas allacciati alla rete di distribuzione.

Delibera AEEGI 40/04

Delibera AEEGSI 40/14

 

Cosa regolamenta la Legge 46/90?

La Legge 5 marzo 1990, n. 46 "Norme per la sicurezza degli impianti", pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12.03.1990, è una specifica regolamentazione nell'ambito della sicurezza, per sette tipi di impianto relativi a edifici adibiti ad uso civile. Gli impianti oggetto della Legislazione, relativi al settore termo tecnico, corrispondono alle seguenti lettere (art. 1, comma 1):
c) impianti di riscaldamento e di climatizzazione;
d) impianti idro sanitari nonché quelli di trasporto, di trattamento, di uso, di accumulo e di consumo di acqua all'interno degli edifici;
e) gli impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo stato liquido o aeriforme all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall'ente erogatore;
g) gli impianti di protezione antincendio.

 

Quali impianti gas sono soggetti alla legge?

Sono quelli di pertinenza e responsabilità degli utilizzatori, a valle quindi del punto di consegna (contatore) del gas da parte dell'Ente erogatore, comunemente chiamati impianti interni.

 

Quali sono gli obblighi che la Legge 46/90 impone al cliente nel caso di affidamento lavori?

I lavori di installazione, trasformazione, ampliamento o manutenzione straordinaria degli impianti a devono essere affidati dal committente a installatori abilitati. Bisogna, perciò, prima di affidare i lavori, chiedere all'installatore il "Certificato di riconoscimento o di accertamento dei requisiti ai sensi della Legge 46/90" rilasciato dalla Camera di Commercio (C.C.I.A.A.) o dalla Commissione Provinciale delle imprese artigiane. L'affidamento di lavori inclusi nella Legge 46/90 ad operatori non abilitati comporta per il committente una sanzione amministrativa fino a 258,23 Euro.

 

Quali sono gli obblighi che la Legge 46/90 impone agli installatori?

Gli installatori che operano nel settore civile, esclusa la manutenzione ordinaria degli impianti, devono possedere l'abilitazione prevista dalla Legge 46/90. L'installatore ha l'obbligo di rilasciare, alla conclusione lavori, una "Dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola d'arte".

 

A chi vanno inviate le copie delle "Dichiarazioni di conformità"?

Una copia della "Dichiarazione di conformità", senza gli allegati obbligatori, deve essere inviata dall'installatore, all'organismo che gli ha rilasciato l'abilitazione. Un'altra copia deve essere consegnata dall'installatore al committente e da questi conservata, senza limiti di tempo, e trasmessa a chi di diritto in caso di trasferimento di proprietà dell'immobile; è buona regola fornirne copia alla persona che utilizza i locali in caso di locazione. Nel caso di nuovo edificio una copia della "dichiarazione" va allegata alla documentazione da inviare ai Comuni per ottenere il certificato di abitabilità o di agibilità.

 

Quando è obbligatoria la progettazione degli impianti interni gas?

La progettazione, da parte di professionisti iscritti ai relativi albi professionali, è obbligatoria nel caso di installazione, trasformazione e ampliamento dell'impianto gas, qualora la somma delle portate termiche degli apparecchi di utilizzo previsti superino la potenzialità complessiva di 34,8 kW (30.000 Kcal/h).

 

Quando è previsto l'obbligo di progettazione degli impianti di riscaldamento?

Per gli impianti di riscaldamento, oltre agli obblighi previsti dalla Legge n. 10/91 (Risparmio energetico), la progettazione è obbligatoria per le canne fumarie collettive ramificate.

 

La Legge 46/90 introduce nuove norme di sicurezza?

La Legge n. 46/90 non introduce nuove normative tecniche di sicurezza ma ribadisce l'obbligo della esecuzione degli impianti nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente e dell'utilizzo di materiali e componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dell'Ente Italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico Italiano (CEI).

 

Quali normative regolamentano gli impianti gas domestici?

Per quanto riguarda gli impianti gas domestici l'obbligo dell'applicazione delle norme di buona tecnica per la sicurezza è stato sancito fin dal 1971, per effetto della Legge 6/12/1971 n. 1083, la quale indica, tra l'altro, che gli impianti realizzati secondo le norme emanate dall'Ente nazionale di unificazione (UNI), in tabelle con la denominazione UNI-CIG, si considerano effettuati secondo le regole della buona tecnica per la sicurezza. La principale norma che disciplina gli impianti gas domestici è la UNI-CIG 7129. La legge n. 266/97 prescriveva che gli impianti preesistenti alla entrata in vigore della legge 46/90 (13 marzo 1990) dovessero essere messi a norma entro il 31/12/98. Il termine slittava al 31/12/99 per gli edifici adibiti a edilizia scolastica pubblici e privati.

 

Sono pertanto da considerarsi fuori norma tutti gli impianti gas esistenti?

La Legge 46/90 ribadisce che gli impianti gas devono essere realizzati secondo le norme di buona tecnica emesse dall'UNI-CIG. Pertanto gli impianti gas, esistenti alla data di pubblicazione della Legge n. 46/90, realizzati nel pieno rispetto di tali norme, non necessitano di adeguamenti. Purtroppo non tutti gli impianti esistenti sono stati realizzati da personale specializzato e nel rispetto delle normative di sicurezza.

 

Cosa prevede la legge per gli impianti "a norma" realizzati prima dell'entrata in vigore della Legge 46/90?

La Legge prevede che, in caso di necessità, gli amministratori per le parti comuni e i singoli proprietari per le corrispondenti unità abitative, possano procedere ad un'autocertificazione. L'autocertificazione, espressa con atto di notorietà e quindi sottoscritta in presenza di un pubblico ufficiale, sostituisce la dichiarazione di conformità ma responsabilizza il firmatario che, normalmente, non è un esperto del settore.

 

Esistono anche per gli impianti gas preesistenti all'entrata in vigore della legge, requisiti minimi di sicurezza come per gli impianti elettrici?

Il D.P.R. n. 218 pubblicato su G.U. il 9/7/1998 ha introdotto il concetto di idoneità per gli impianti preesistenti che rispondono ai seguenti requisiti essenziali di sicurezza:

  • idoneità delle aperture di ventilazione (afflusso di aria necessaria alla combustione);
  • idoneità della aerazione (ricambio dell'aria necessaria sia per lo smaltimento dei prodotti della combustione, sia per evitare miscele con un tenore pericoloso di gas non combusti) in relazione alla tipologia degli apparecchi installati);
  • efficienza dei sistemi di smaltimento dei prodotti della combustione);
  • tenuta degli impianti interni gas);
  • funzionalità ed esistenza dei dispositivi di controllo fiamma per gli apparecchi ove sono previste.

 

Come e da chi possono essere effettuate le verifiche di idoneità degli impianti preesistenti?

Le verifiche degli impianti preesistenti vanno effettuate da installatori abilitati o da professionisti del settore, secondo la specifica norma UNI 10738. Al termine della verifica, l'installatore o il professionista incaricato dovrà consegnare una apposita scheda di presentazione dei risultati, debitamente firmata da lui e controfirmata per ricevuta dal cliente, nella quale saranno evidenziati gli esiti della verifica dei singoli requisiti essenziali e, conseguentemente, il giudizio di idoneità o meno dell'impianto. Se l'impianto risultasse idoneo chi sottoscrive un documento di autocertificazione può allegare la scheda di presentazione dei risultati, sgravandosi in questo modo della responsabilità della valutazione tecnica. Se l'impianto risultasse non idoneo il cliente dovrà provvedere al più presto a farlo adeguare alla normativa vigente da un installatore abilitato che al termine dei lavori gli dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità dell'impianto.

 

Quali sono gli impianti da verificare?

Sono gli impianti termici destinati alla climatizzazione degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda per usi igienici e sanitari o alla sola produzione centralizzata di acqua calda per gli stessi usi, comprendenti i sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore, nonché gli organi di regolazione e di controllo. Sono quindi compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento (caldaiette unifamiliari), mentre non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, radiatori individuali, scaldacqua unifamiliari.

 

Che Potenza termica ha una caldaia unifamiliare?

Le caldaie unifamiliari presenti sul mercato risultano essere (salvo specifici casi) con potenza termica inferiore ai 35 kW. Si consiglia comunque di verificare il dato sulla targhetta presente in ogni generatore.

 

Se la Potenza termica è espressa in kCal/h come posso sapere a quanti kW corrisponde?

Se la potenza termica è espressa in Kcal/h il fattore di conversione in kW è 860. Ad esempio se la ponza indicata è pari a 30.000 kCal/h essa corrisponde a 30.000/860 = 34,8 kW.

 

Che cosa si intende per manutenzione ordinaria dell'impianto termico?

Si intendono le operazioni specificamente previste nei libretti d'uso e manutenzione degli apparecchi e componenti che possono essere effettuate in luogo con strumenti ed attrezzature di corredo agli apparecchi e componenti stessi e che comportino l'impiego di attrezzature e di materiali di consumo d'uso corrente.

 

Che cosa si intende per manutenzione straordinaria dell'impianto termico?

Si intendono gli interventi atti a ricondurre il funzionamento dell'impianto a quello previsto dal progetto e/o normativa vigente mediante il ricorso, in tutto o in parte, a mezzi, attrezzature, strumentazioni, riparazioni, ricambi di parti, ripristini, revisione o sostituzione di apparecchi o componenti dell'impianto termico.

 

Come si eseguono le operazioni di controllo e manutenzione dell'impianto termico?

Le operazioni di controllo e manutenzione dell'impianto termico devono essere eseguite conformemente alle istruzioni tecniche elaborate dal costruttore dell'impianto o, in mancanza di queste, conformemente a quelle prescrizioni predisposte dal fabbricante di ogni singolo elemento costituente l'impianto; in assenza anche di queste ultime, i controlli devono essere svolti in base alle norme UNI e CEI elaborate per lo specifico componente o tipo di apparecchio.

 

Con che frequenza è necessario eseguire la manutenzione di una caldaia inferiore ai 35 kW?

Per gli impianti termici unifamiliari, con potenza inferiore a 35kW, le operazioni di manutenzione vanno eseguite almeno una volta l'anno (Art.11 Comma 4 D.P.R. n.412/93). La prova di combustione deve essere eseguita una volta ogni due anni.

 

Con che frequenza è necessario eseguire la manutenzione di una caldaia superiore ai 35 kW?

Per caldaie con potenza superiore a 35 kW le manutenzioni vanno eseguite almeno una volta l'anno, normalmente all'inizio del periodo di riscaldamento. La prova di combustione per generatori compresi tra i 35 ed i 350 kW deve essere eseguita una volta all'anno. Per quelli superiori a 350 kW è prescritta una seconda prova di combustione da effettuare alla metà del periodo di riscaldamento.

 

Quale è l'obiettivo delle verifiche?

Accertare l'effettivo stato di manutenzione e di esercizio dell'impianto termico e verificare l'osservanza delle norme relative al rendimento di combustione ai fini del risparmio energetico ed un uso razionale dell'energia. Particolare attenzione viene inoltre rivolta alle condizioni di sicurezza dell'impianto.

 

Quale è la normativa di riferimento?

E' la Legge 10 del 9/1/1991 e successive modifiche contenute nel DPR 412/93 e nel DPR 551/99.

 

Chi sono gli attori coinvolti?

Il Proprietario/Inquilino/Occupante, l'Installatore, il Manutentore, il Terzo Responsabile l'Ente Verificatore.

 

Chi è il Proprietario dell'impianto termico?

Nel caso di edifici dotati di impianti termici centralizzati, amministrati in condominio e nel caso di soggetti diversi dalle persone fisiche, gli obblighi e le responsabilità sono da intendersi riferiti agli Amministratori.

 

Chi è l'Inquilino?

Nel caso di edifici dati in locazione l'occupante, a qualsiasi titolo, subentra alla figura del proprietario nell'onere di adempiere agli obblighi previsti e nelle connesse responsabilità limitatamente all'esercizio, alla manutenzione dell'impianto termico ed alle verifiche periodiche.

 

Chi è il Terzo Responsabile?

E' una persona fisica o giuridica che, essendo in possesso dei requisiti previsti dalle normative vigenti e comunque di idonea capacità tecnica, economica, organizzativa, è delegata dal Proprietario ad assumere la responsabilità dell'esercizio, della manutenzione e dell'adozione delle misure necessarie al contenimento dei consumi energetici.

 

Chi è il Manutentore?

E' un'impresa iscritta alla CCIAA o all'albo degli Artigiani, ai sensi della legge 5 marzo 1990, n.46, ed abilitata con riferimento alla lettera c) (impianti di riscaldamento e climatizzazione) e, per gli impianti a gas, anche alla lettera e) (impianti per il trasporto e l'utilizzo di gas sia allo stato liquido che gassoso) dell'art.1 della stessa legge. Ulteriori requisiti sono richiesti per impianti con potenza superiore ai 350 kW.

 

Cos'è l'allegato H?

Il modello H è il "Rapporto di controllo tecnico" per impianti con potenza inferiore a 35 kW, in cui il manutentore abilitato certifica che l'impianto è stato sottoposto a manutenzione.

 

Chi compila l'allegato H?

Il tecnico manutentore, al termine delle operazioni di controllo e manutenzione dell'impianto, è tenuto a compilare, timbrare e firmare il rapporto (allegato H) con connessa assunzione di responsabilità. Il tecnico manutentore deve, inoltre, compilare il libretto d'impianto (allegato II al Decreto MAP n.60 del 17 marzo 2003). L'occupante, inteso come l'utente dell'impianto, deve firmare l'allegato H per presa visione.

 

In quante copie deve essere compilato l'allegato H?

Deve essere normalmente compilato in due copie:

  • la copia originale deve essere allegata al libretto d'impianto;
  • l'altra copia è trattenuta dallo stesso tecnico manutentore.
Qualora il Cliente intenda aderire alla campagna di autocertificazione può conferire al tecnico manutentore l'incarico di trasmettere i dati contenuti nell'allegato H a Metan Alpi Sestriere S.p.A. In tal caso provvederà ad addebitare al Cliente il contributo per le verifiche a campione nella fattura relativa alla fornitura di gas metano. Ricordiamo che chi provvede all'autocertificazione non dovrà pagare gli oneri di verifica da parte dell'organo competente.

 

A chi mi devo rivolgere per adempiere a quanto previsto dalla legge?

Al proprio manutentore di fiducia purché sia iscritto alla CCIAA o all'albo degli Artigiani, ai sensi della legge 5 marzo 1990, n.46, ed abilitato con riferimento alla lettera c) (impianti di riscaldamento e climatizzazione) e, per gli impianti a gas, anche alla lettera e) (impianti per il trasporto e l'utilizzo di gas sia allo stato liquido che gassoso) dell'art.1 della stessa legge.

 

Se sono un inquilino e non proprietario mi competono gli oneri per la manutenzione dell'impianto?

Si. E' stabilito che nel caso di unità immobiliari dotate di impianti termici individuali, la figura dell'occupante, a qualsiasi titolo, dell'unità immobiliare stessa subentra, per la durata dell'occupazione, alla figura del proprietario, ed ha l'onere di adempiere agli obblighi previsti dal presente regolamento e delle connesse responsabilità limitatamente all'esercizio, alla manutenzione dell'impianto termico e alle verifiche periodiche.

 

Se sono un inquilino e non proprietario mi competono gli oneri per l'adeguamento a norma dell'impianto?

No, competono al proprietario, salvo diversa indicazione prevista nel contratto di locazione.

 

Se sono un inquilino e non proprietario mi competono gli oneri per la prima compilazione del libretto d'impianto?

No, competono al proprietario, salvo diversa indicazione prevista nel contratto di locazione.

 

Se sono un inquilino e non proprietario mi competono gli oneri per l'aggiornamento del libretto d'impianto?

Si.

 

A chi compete la verifica?

La verifica compete ai Comuni e alle Province con più di 40.000 abitanti.

 

Chi effettua la verifica?

Il verificatore che è un tecnico incaricato dall'Ente. Il tecnico si deve presentare munito di tesserino di identificazione.

 

Che cosa controlla il Verificatore?

Verifica l'osservanza delle norme relative al rendimento di combustione ed agli adempimenti previsti dalle normative vigenti mediante:

  • l'esame della documentazione d'impianto;
  • l'esame visivo del locale di installazione;
  • l'esame visivo dei canali da fumo;
  • il controllo di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • il controllo dell'apparecchio;
  • il controllo dell'impianto;
  • il controllo del rendimento di combustione.

 

Chi è il responsabile di un impianto inferiore ai 35Kw (caldaietta)?

Il responsabile dell'impianto è colui che occupa l'immobile, proprietario o inquilino. E' fatto comunque obbligo all'occupante di affidare la manutenzione dell'impianto a persona fisica o giuridica che risponda ai requisiti previsti dalla legge.

 

Chi è il responsabile di un impianto superiore ai 35Kw?

E' il Terzo Responsabile nominato dall'Amministratore.

 

Che cosa deve fare il responsabile di un impianto?

Deve fare effettuare la manutenzione della caldaia e verificare il rendimento di combustione (prova fumi). E' obbligato a rispettare il periodo annuale di esercizio, all'osservanza dell'orario prescelto, nei limiti della durata giornaliera di attivazione consentita, al mantenimento della temperatura ambiente entro i limiti previsti (per le abitazioni 20+2°C).

 

Chi deve incaricare il responsabile di un impianto?

Il Proprietario o l'Inquilino

 

Posso delegare a Terzi la presenza sul posto?

Si, puoi delegare una persona in grado di sottoscrivere le ricevute rilasciate.

 

Quanto tempo dura la verifica?

La verifica degli impianti dura circa 60 minuti.

 

Quale documentazione devo presentare al momento della verifica?

Il libretto di impianto aggiornato con le annotazioni riguardanti le manutenzioni e le verifiche precedenti.

 

Se intendo non utilizzare per un lungo periodo il mio impianto termico che cosa devo fare?

Qualora tu voglia avvalerti dell'autocertificazione devi comunque eseguire il controllo dell'impianto e quindi inviare l'allegato H ed effettuare il versamento del contributo. Altrimenti devi sospendere il contratto di fornitura del gas. Nel caso di nuovi impianti dove non è ancora presente l'energia elettrica e quindi l'appartamento risulta non utilizzato, si è esonerati da tali adempimenti.

 

Che cosa è il libretto di impianto/centrale?

E' il libretto rilasciato dalla Ditta Costruttrice dell'impianto nel quale sono annotate tutte le caratteristiche tecniche e i relativi aggiornamenti effettuati dal manutentore. Per impianti inferiori a 35 KW viene rilasciato il libretto di impianto, invece per caldaie superiori a 35KW viene rilasciato il libretto di centrale.

 

Chi mi rilascia il libretto d'impianto/di centrale?

La Ditta Costruttrice dell'impianto termico.

 

Che cos'è il Certificato di conformità?

La legge 46 del 5/3/90 ha stabilito le regole in materia della sicurezza degli impianti ed ha quindi stabilito che, tutti gli impianti installati dopo questa data, venissero eseguiti in regola d'arte e con materiali idonei. A questo scopo viene rilasciata una Dichiarazione di Conformità. E' obbligatoria in seguito all'installazione di nuovi impianti e per lavori di modifica, trasformazione ed in generale di ristrutturazione dell'impianto ed è obbligatoria per gli impianti installati dopo il 13/3/90.

 

Chi rilascia il Certificato di Conformità?

La Ditta che ha realizzato il tuo impianto, deve rilasciare in 4 copie della dichiarazione di conformità:

  • una copia per l'utente;
  • una per la ditta;
  • una per il Comune;
  • una per la Camera di Commercio.
    L'installatore è tenuto a rilasciare tale documento ogni qualvolta faccia un intervento sull'impianto.

 

Chi mi può adeguare l'impianto termico?

L'impianto termico può essere adeguato esclusivamente da un'impresa iscritta alla CCIAA o all'albo degli Artigiani, ai sensi della legge 5 marzo 1990, n.46, ed abilitata con riferimento alla lettera c) (impianti di riscaldamento e climatizzazione) e, per gli impianti a gas, anche alla lettera e) (impianti per il trasporto e l'utilizzo di gas sia allo stato liquido che gassoso) dell'art.1 della stessa legge.

 

Chi mi può sostituire la caldaia?

La caldaia può essere sostituita esclusivamente da un'impresa iscritta alla CCIAA o all'albo degli Artigiani, ai sensi della legge 5 marzo 1990, n.46, ed abilitata con riferimento alla lettera c) (impianti di riscaldamento e climatizzazione) e, per gli impianti a gas, anche alla lettera e) (impianti per il trasporto e l'utilizzo di gas sia allo stato liquido che gassoso) dell'art.1 della stessa legge.

 

Se ho smarrito il libretto di caldaia che cosa devo fare?

Devi farti compilare una nuova copia del libretto dal tuo manutentore di fiducia (vedi nuovo impianto).

 

Se ho smarrito il modello H che cosa devo fare?

Puoi chiederne una copia al manutentore che aveva svolto la manutenzione del tuo impianto.

 

Se sostituisco la caldaia unifamiliare cosa devo fare?

Come per i casi di una nuova installazione, devi farti compilare il nuovo Libretto. Devi inoltre inacaricare il tuo installatore di inviare a Metan Alpi Sestriere S.p.A. la scheda identificativa dell'impianto (vedi scheda 1 del D.M. 17 marzo 2003).

 

Cosa devo fare per verificare la funzionalità del contatore?

Puoi richiedere una verifica della funzionalità del contatore installato (metrica e della lettura) contattando Metan Alpi Sestriere S.p.A.. La verifica viene effettuata nei tempi e nei modi definiti dai Livelli di Qualità del Servizio di competenza delle Società di Distribuzione. Qualora non concordi con gli esiti del controllo, puoi fare richiesta di un'ulteriore verifica alla presenza dell'Ufficiale Metrico Provinciale. Nel caso constatassi una fuga o la mancata erogazione del gas dal contatore, rivolgiti al "Servizio di pronto intervento" della Società di distribuzione.

 

Come posso leggere da solo il contatore?

Occorre considerare solo le cifre in campo nero leggendole da sinistra verso destra, non tenendo conto delle cifre in campo rosso (decimali).

 

Come e quando posso comunicare le mie letture?

Il Contact Center Metan Alpi Sestriere S.p.A. è attivo con operatore dal lunedì al giovedì dalle 9-13 e 14,30-18 e il venerdì dalle 9-13 e 14,30-16 ai numeri 011/3330911-011/3827862. E' attivo comunque, nelle altre ore, un sistema di segreteria telefonica per il servizio di auto-lettura (011/3330911).

 

Aumento potenza e cambio opzione tariffaria?

Quando la potenza fornita dal contatore non è più sufficiente e il contatore scatta di continuo (a seguito di accensione di più dispositivi energivori in contemporanea) è possibile richiedere l'aumento della potenza contrattualmente stabilita.

 

Come fare per richiedere l'aumento di potenza?

L'intestatario della fornitura può contattarci ai nostri recapiti indicando e tenendo a portata di mano:

  • il codice POD;
  • il proprio codice fiscale;
  • la potenza richiesta;
  • recapito telefonico da fornire al Distributore laddove necessario un intervento fisico sul contatore o un sopralluogo per produrre un preventivo;
  • dove si intende ricevere la documentazione necessaria a procedere (se non si accetta o non è possibile la registrazione telefonica).

 

Quanto tempo serve per cambiare la potenza?

Se non è necessario un intervento fisico sul contatore, il Distributore di zona esegue la variazione entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta.

Se è necessario l'intervento fisico sul suo contatore, il Cliente sarà contattato per fissare un appuntamento durante il quale eseguire la prestazione.

Se è necessario l'intervento fisico sulla rete, il Cliente sarà contattato per fissare un appuntamento durante il quale eseguire un sopralluogo per produrre il preventivo da parte del Distributore. Il preventivo sarà prodotto dal Distributore entro 15 giorni lavorativi per le forniture in Bassa Tensione e 30 giorni lavorativi per le forniture in Media Tensione.

Nel preventivo il Distributore indica le tempistiche necessarie all'esecuzione del lavoro richiesto.

Per maggiori informazioni sulle tempistiche consultare il sito dell'AEEGSI

 

Quanto costa modificare la potenza?

I costi da sostenere per eseguire la variazione di potenza sono indicati nel sito dell'AEEGSI

 

Variazione opzione tariffaria?

nel caso in cui il cliente cambi residenza o necessiti di comunicare una variazione dell'Opzione Tariffaria da Domestica ad Altri Usi o viceversa (il Cliente Domestico può avere solo opzione tariffaria "domestica", il CLiente Business può avere tariffa "domestica" se ad "uso foresteria").

 

Come fare per richiedere la variazione dell'opzione tariffaria?

L'intestatario della fornitura potrà:

  • contattare il Numero Verde Illumia al 800 046640 (da fisso) o 051 0404040 (da cellulare);
  • inviare una comunicazione mail all'indirizzo servizioclienti@illumia.it;
  • inviare un fax al numero 051 0404055.

Indicando e tenendo a portata di mano:

  • il codice POD;
  • il proprio codice fiscale;
  • la propria richiesta
  • dove si intende ricevere la documentazione necessaria a procedere (se non si accetta la registrazione telefonica).

 

Quanto costa effettuare la variazione dell'opzione tariffaria?

La variazione dell'opzione tariffaria prevede il pagamento della quota fissa per oneri amministrativi pari a 26,48€ + IVA che sarà fatturato dal Distributore a Metan Alpi Sestriere S.p.A. come previsto dall'allegato C - Tabelle TIC della Delibera AEEGSI 778/2016/R/EEL.

 

Cosa sono gli oneri generali di sistema?

Gli oneri generali sono applicati come maggiorazione della tariffa di distribuzione, (quindi all'interno dei servizi di rete), in maniera differenziata per tipologia di utenza domestica, illuminazione pubblica, altre utenze in bassa, media o alta tensione, secondo criteri che variano da componente a componente. Ad esempio, la componente A2 pesa di più sui clienti domestici e le piccole imprese servite in bassa tensione, la A4 sui clienti non domestici mentre la As è applicata uniformemente a tutti.

Per il settore elettrico, gli oneri generali di sistema sono:

  • A2 a copertura degli oneri per il decommissioning nucleare;
  • A3 a copertura degli incentivi alle fonti rinnovabili e assimilate;
  • A4 a copertura delle agevolazioni tariffarie riconosciute per il settore ferroviario;
  • A5 a sostegno alla ricerca di sistema;
  • As a copertura degli oneri per il bonus elettrico;
  • Ae a copertura delle agevolazioni alle industrie manufatturiere ad alto consumo di energia;
  • UC4 a copertura delle compensazioni per le imprese elettriche minori;
  • UC7 per la promozione dell'efficienza energetica negli usi finali;
  • MCT a copertura delle compensazioni territoriali agli enti locali che ospitano impianti nucleari.

All'interno dei servizi di rete vengono applicate anche due ulteriori componenti perequative:

  • UC3: a copertura degli squilibri dei sitemi di perequazione dei costi di trasporto dell'energia elettrica sulle reti di trasmissione e di distribuzione, nonché dei meccanismi di integrazione, espressa in centesimi di euro/kWh;
  • UC6: a copertura dei costi riconosciuti derivanti da recuperi di qualità del servizio. La UC6 è espressa in centesimi di euro/kW e centesimi di euro/kWh per i domestici, mentre per gli altri utenti e espressa in centesimi di euro/pp e centesimi di euro/kWh.

 

Da chi sono determinate le aliquote?

Le aliquote relative alle componenti tariffarie A e UC sono fissate dall'Autorità ed aggiornate periodicamente sulla base delle esigenze di gettito.

 

Come sono calcolate?

Le componenti tariffarie prevedono, in generale, corrispettivi espressi in centesimi di euro per punto di prelievo e in centesimi di euro per i kWh.

 

Da chi sono pagate?

Le componenti tariffarie A, MCT, UC3, UC4 e UC6 sono pagate da tutti i clienti finali, con l'eccezione:

  • della componente tariffaria As che non è pagata dai destinatari del bonus elettrico;
  • della componente tariffaria Ae, che non è pagata per i punti in media, alta e altissima tensione nella titolarità delle imprese a forte consumo di energia elettrica.

 

Dove trovare il dettaglio valori delle componenti?

Sul sito dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas è disponibile il dettaglio componenti dovute per la copertura dei costi sostenuti nell'interesse generale e degli oneri generali afferenti al sistema..